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HARUN YAHYA

IL "ALAQ” AGGRAPPATO ALL’UTERO

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Quando lo sperma del maschio si unisce all'ovulo della femmina, si forma l'essenza del bambino che sta per venire alla luce.

Questa cellula singola è nota come "zigote."

Inizierà immediatamente la riproduzione dividendosi, e alla fine diventarà un "pezzo di carne" chiamato embrione. L'embrione tuttavia, non trascorre tutto il periodo del suo sviluppo sospeso nel vuoto. In seguito infatti si aggrappa all'utero, similmente a delle radici saldamente fissate alla terra attraverso le loro radici.

Attraverso questo legame, l’embrione può ottenere dal corpo della madre le sostanze essenziali per il suo sviluppo.

In merito a questo punto, nel Corano è rivelato un importante miracolo.

Facendo riferimento all'embrione che si sta sviluppando nel grembo della madre, Dio usa la parola "alaq":

Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, ha creato l'uomo da un'aderenza. Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo. (Sura al-Alaq: 1-3)

Il significato della parola araba "alaq" è: "una cosa che si aggrappa a qualcos’altro." Certo, l'uso di questa specifica parola per parlare dell'embrione all’interno del grembo materno dimostra ancora una volta che il Corano è la parola di Dio, il Signore di tutti i mondi.


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